«Voglio il Paradiso.» ★ Il bimbo di 4 anni che prima di morire descrisse il Paradiso

Un omaggio a questa grande donna e tanta solidarietà per il suo dolore, ora che il suo Silas non c’è più… Questo passerotto è ormai andato in Paradiso, come voleva lui, magari a far compagnia ad altri come lui, portando anche lì la sua speranza e la sua serenità. O magari è diventato proprio un angioletto, chi lo sa, non sappiamo che cosa ci sia oltre, che cosa ci sia dopo, possiamo soltanto immaginarlo, possiamo soltanto avere fede, per non rendere vano tutto il cammino fatto finora, sulla Terra, per dare un senso alla nostra vita.

I bambini sono pezzi di cuore, e quando li vediamo così fragili e indifesi, che passano momenti terribili e noi non possiamo far nulla per aiutarli, ci sale una tristezza dentro senza pari. Ci sentiamo impotenti, inutili e talvolta immeritevoli perché non sappiamo apprezzare la vita come dovremmo, una vita intera forse passata tra cose effimere e non realmente vissuta, mentre un povero bimbo di pochi anni che fondamentalmente non ha colpe, deve vivere questo crudele supplizio, senza la possibilità di vivere quantomeno un’infanzia serena, e dunque in fondo non ha vissuto nulla.

Una cosa veramente tragica, soprattutto per un genitore che è molto più cosciente della situazione, ma in questo filmato ammiriamo la dolcezza, e la forza della madre, che con estrema calma prepara il bimbo alla sua morte: si fa descrivere il Paradiso, gli fa capire con il sorriso che anche se dovesse morire sarà comunque felice, e quindi il piccolino non è spaventato, ma anzi sarà fiero di essere in compagnia di Dio e di Gesù, una volta che avrà lasciato la Terra. Sorride anche lui, ed è incredibilmente sereno.

Noi non sappiamo cosa ci sia nell’aldilà, se ci sia davvero il Paradiso, ma di certo sappiamo cosa c’è qui, tante persone che soffrono colpite da patologie talmente gravi, e letali, che ci rimane difficile darne una spiegazione, un perché: francamente dare una motivazione valida al trapasso di un bimbo così piccolo a cui è toccata solamente sofferenza, potrebbe essere impossibile, dato che non esistono concrete giustificazioni, appigli attendibili, è tutto un mistero. Però, se è vero che il cancro è per certi versi una malattia ereditaria, se esiste una connessione genetica, allora ci si potrebbe risollevare, perché andrebbe a scomparire il concetto di giustizia divina, e magari è solo una combinazione fortuita di eventi e di fattori che hanno portato al male. Magari è soltanto sfortuna.

Il cancro non perdona, però noi possiamo farlo, se abbiamo subìto una così grave perdita dobbiamo farcene una ragione, perdonare Dio o perdonare la Vita, in base a quelli che sono i nostri concetti in merito, e questa mamma lo ha compreso. Ha compreso che è inutile lottare, dimenarsi, arrabbiarsi, così è la vita e la cosa migliore da fare è ripiegare sull’accettazione, quantomeno per regalare ultimi momenti sereni ad una creaturina condannata, per non farglielo pesare, per non farla vivere nella pena e nel tormento. Ed è questo il grande regalo che lei ha fatto alla Vita, ha donato momenti speciali a suo figlio, gli ha regalato il sorriso, e questo le porterà il sorriso per sempre.

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★ Testi originali di Video&Magie ©, data 21 giugno 2016

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