Foto misteriose e inspiegabili ★ Come riconoscere una foto creata con Photoshop

Alcune di queste foto sono indubbiamente dei falsi e perfino una persona che non è del settore se ne renderebbe conto, specialmente perché si è così abituati alle “bufale” che ormai si comincia ad avere l’occhio allenato per le manipolazioni grafiche, anche per riconoscere quelle che potrebbero essere semplicemente delle illusioni ottiche. Altre invece sono autentiche, nel senso che, pur nella loro incredibilità, sono il risultato di uno scatto reale, anche se poi la qualità della foto è stata migliorata con determinati filtri, sempre di Photoshop, che ne aumentano la definizione e il contrasto.

Ad esempio, la foto in anteprima della ragazzina allo specchio è distintamente un fotomontaggio, dato che non c’è simmetria tra le due immagini affiancate. Per capire se un’immagine è vera, pertanto, dobbiamo analizzare gli elementi presenti nella foto, la compatibilità degli stessi con la scena, anche in base alla luce e alle ombre, ma principalmente la definizione dei pixel, ovvero quei puntini che compongono l’immagine. I pixel devono essere sempre omogenei, l’uno accanto all’altro, quindi se staccano troppo l’uno dall’altro, o al contrario sono troppo confusi, significa che è stato usato il timbro clone.

Il timbro clone è uno degli strumenti più usati in Photoshop, poiché è una sorta di pennello che può clonare una porzione dell’immagine, grande o piccola, essendo possibile settarlo in più dimensioni. Di solito, si usa per rendere omogenei i contorni di un’altra immagine che viene sovrapposta a quella principale, li sfuma tenendo conto delle ombre e permette dunque di fondere perfettamente le due immagini, come se fossero un’unica foto.

Tuttavia, non è difficile riconoscerne l’applicazione perché, se si affina l’occhio si vedrà chiaramente che i contorni sono diversi: se sono un po’ sfuocati, lì è stato sicuramente passato il clone. Ma anche se i contorni sono troppo nitidi o netti, rispetto al resto dell’immagine, poiché ciò significa che, proprio per togliere l’alone sfuocato, è stato passato un altro strumento, sempre a pennello, che contrasta le parti selezionate. È una manipolazione anche quando la linea è troppo definita, come nel caso di profili umani che vengono incollati sullo sfondo di un cielo, o tra le nuvole, se si vuole far credere che Dio o Gesù sono apparsi nel cielo: bisogna accertare se i pixel sono omogenei e compatibili con i dintorni.

Siccome però, ci sono alcuni veramente bravi, anche tra gli amatori, si può valutare il colore dell’immagine, visto che solitamente due immagini non hanno la stessa gradazione di colore, soprattutto se si tratta di immagini reali, scattate in Natura. A questo si rimedia, generalmente, applicando un velo di trasparenza alla seconda immagine, detto “opacità”, in modo che essa si fonda con la prima, ma è assai difficile ricreare la stessa combinazione di colori: il filtro della trasparenza opacizza e non rende comunque il colore dei pixel identici al resto della scena, se consideriamo anche le ombre e le luci, e il fatto che l’immagine sovrapposta in trasparenza riprende i toni e gli elementi dello sfondo, quindi il tutto appare più confuso nei dettagli, anche più scuro.

Un altro trucco, per chi non sa “smanettare” con Photoshop riuscendo ad ingannare in maniera soddisfacente l’occhio dello spettatore, è di diminuire volutamente la risoluzione dell’immagine, prima di pubblicarla, anzi diciamo che è il sistema più diffuso, dato che in quel caso non si può analizzare la struttura dei pixel, neanche ingrandendo successivamente l’immagine, anzi il tutto sembra molto più omogeneo rispetto ad un lavoro di camuffamento fatto bene.

Photoshop è incredibile, per chi lo sa usare diventa una vera e propria bacchetta magica, non per nulla ne esistono centinaia di imitazioni. Potrebbe ingannare chiunque, infatti è il software più usato per i fotoritocchi alle foto delle star, che grazie ad un semplice pennellino appaiono perfette, senza una ruga né un filo di cellulite.

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★ Testi originali di Video&Magie ©, data 3 gennaio 2017

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