Il Didjeridoo, vibrazioni potentissime di guarigione degli aborigeni australiani

Il Didjeridoo è uno strumento a fiato utilizzato dagli aborigeni australiani, che viene ricavato dal legno di eucalipto. Lo strumento non viene lavorato dagli aborigeni, è totalmente naturale perché i rami utilizzati vengono scavati internamente dalle termiti: quello che fanno gli aborigeni è puramente ripulire il ramo e privarlo della corteccia esterna, senza tagliarlo, infatti lo strumento rifinito varia da un metro a due metri e mezzo di lunghezza.

Proprio per questo, un Didjeridoo non sarà mai uguale all’altro e la forma non sarà mai standard, come i normali strumenti a fiato: può essere lungo o corto, ondulato o leggermente piegato, contorto che segue i nodi del ramo. Ciò che viene fatto a mano, secondo la tradizione aborigena, sono le decorazioni e la pittura, riproducendo simboli caratteristici della mitologia aborigena.

Quello che rende questo strumento magico, non è tanto la sua provenienza quanto il modo in cui viene suonato. Si tratta di una tecnica che usa una respirazione continua, ciclica, che non consente l’interruzione del suono, il quale viene accompagnato da parole pronunciate dal musicante, rumori, vibrazioni gutturali, seguendo termini vecchi di migliaia di anni, come la stessa tradizione rituale aborigena. Il Didjeridoo infatti viene suonato durante i cerimoniali e i rituali, anche di guarigione, dato che le sue vibrazioni sono benefiche per il nostro organismo, ed è stato dunque ripreso per eseguire tutte quelle pratiche spirituali tipicamente orientali, come la meditazione e lo yoga.

Strumento sacro agli Aborigeni, sembra sia lo strumento più antico del mondo, emette un suono ancestrale, un’unica nota musicale che viene trasformata in più note attraverso le corde vocali: grazie ai movimenti della lingua e della bocca si possono riprodurre i suoni della Natura, i versi degli animali, insomma si può suonare tutto l’Universo. Sono suoni e vibrazioni che entrano in simbiosi con la Natura, che portano un armonico equilibrio con i ritmi della Madre Terra, ed è per tale ragione che aiuta nella meditazione, perché sembrano provenire direttamente dal cuore riecheggiante della Terra.

Il suono del Didjeridoo è molto grave, rilascia delle potenti vibrazioni che dipendono in gran parte dal gioco delle corde vocali del musicante, quindi c’è un’impronta energetica che non è soltanto dovuta alla frequenza sonora rilasciata dallo strumento. Peraltro, uno studio effettuato dal British Medical Journal ha attestato che suonare il Didjeridoo riduce il russare, l’apnea ostruttiva del sonno, rafforza i muscoli delle vie aeree riducendo in tal modo la loro tendenza al collasso durante il sonno, ed apporta miglioramenti alla respirazione e nella gestione dell’asma.

Per l’ascolto, invece si utilizza come una specie di massaggio sonoro (Musicoterapia) che arriva direttamente alle orecchie del paziente, gli vibra contro poiché viene suonato su di lui, che disteso guarda dal basso il musicante che, al contrario, rimane in piedi. Le vibrazioni emesse rilassano muscoli ed organi interni, mentre la mente si ipnotizza per via della ripetitività del suono, i pensieri si defilano ed essa si svuota, con un conseguente innalzamento della nostra frequenza vibratoria.

Non è difficile in questa fase poter vivere una regressione, ma ovviamente si deve essere in un certo tipo di stato d’animo, bisogna vivere questa seduta in completa apertura e con la giusta preparazione mentale. La mente deve lasciarsi andare, senza essere assolutamente d’ostacolo.

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★ Testi originali di Video&Magie ©, data 6 settembre 2016

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