Yule, Festa del Solstizio d’Inverno ★ 21 Dicembre, Sol Invictus

★ Festeggiare Yule ★

Il 21 dicembre, il giorno più corto dell’anno, segna l’inizio dell’inverno astronomico, e viene chiamato Solstizio d’Inverno, in antitesi al Solstizio d’Estate, che è viceversa il giorno più lungo dell’anno, dove le ore di luce superano le ore di buio. Popolarmente, anche secondo un secolare detto, si dice che sia il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre ad essere il giorno più corto, ma ciò derivò da un errore di calcolo astronomico, avvenuto nell’antichità, dove si credeva che il Solstizio d’Inverno cadesse tra il 12 e il 13 dicembre.

Infatti, alla fine del 1500 il papa di allora, Gregorio XIII, indusse a rivedere il Calendario Solare, laddove ci si accorse che il Solstizio si verificava con una decina di giorni di ritardo rispetto a quello presunto. Le osservazioni astronomiche furono più precise, anche in base alla modernità delle tecniche, rispetto al passato, e così si appurò che la data effettiva del Solstizio d’Inverno era tra il 21 e 22 dicembre.

Fu in quell’occasione che si rifece anche il Calendario Civile, quello che in seguito si chiamò Calendario Gregoriano, quello che è tuttora in voga, ai giorni nostri, prendendo il nome proprio dal papa che riformò il calendario. Tuttavia non fu universalmente accettato, ci volle un paio di secoli affinché tutte le popolazioni della Terra si adeguassero a questo nuovo calendario della luce, anche se i detti sono rimasti, come quello di Santa Lucia, ovvero il giorno più corto che ci sia.

Presso i Celti, e successivamente i Romani (con i Saturnali), nel giorno del Solstizio d’Inverno si festeggiava la Festa di Yule, o Yuletide, uno degli 8 Sabbat, e rappresentava la rinascita del Sole, il Sole Bambino nel grembo della Dea Madre Terra, ma anche la morte del vecchio Sole, che dopo aver fecondato la Dea, si ritira negli Inferi. Da Yule la Luce riprende il suo cammino, diretta al suo trionfo, vincendo sull’oscurità, nelle giornate che ricominciano ad allungarsi, a prevalere sulle ore di buio. È il passaggio dalle Tenebre alla Luce.

Yule è dunque una festa importantissima che celebra il Dio Sole, nel momento della sua morte e dunque della sua rinascita. Yule è il giorno più breve dell’anno, in cui il Dio Sole ha terminato la sua fase discendente, e dal giorno successivo ricomincerà a salire fino al Solstizio d’Estate, che sarà invece il giorno più lungo dell’anno.

Questo Sabbat è uno dei principali della tradizione celtica, in quanto il Sole diventa bambino che rinasce nell’utero della Grande Madre, la Terra, è il Figlio della Promessa, che la riscalderà e la rifeconderà per dar nuova luce al suo Regno. Yule è il giorno in cui l’oscurità trionfa, ma nello stesso tempo inizia il cammino verso la Luce. La Natura si ferma, il tempo è come sospeso, tutto in attesa della grande rinascita.

Momento magico di introspezione per gli Umani, che devono lasciar andare via tutti i dubbi, le paure, per iniziare nuovi progetti, per iniziare un nuovo cammino di Luce. Anche per le Fate e il Piccolo Popolo è una festa magica, forse più importante del Natale stesso, perché indica trasformazione e rinascita, è un momento in cui le energie sottili si addensano e tutto diventa possibile. Le influenze magiche sono concentrate, in genere come accade in ogni solstizio od equinozio, poiché celebrano la Natura, il Sole e la Terra, che portano avanti il mondo, e senza di cui neanche la Vita sarebbe possibile.

Gli antichi rituali per omaggiare Yule sono stati ripresi dalla moderna Wicca, nonostante la Chiesa abbia cercato di sopprimere le celebrazioni pagane, sostituendole con le proprie, come ad esempio è avvenuto con il Natale, che mirava a sostituire proprio Yule. Questo vale anche per altri Sabbat, tra cui uno ancora molto celebre è quello di Samhain, conosciuto come la Notte di Halloween, grazie alle tradizioni americane che lo hanno reso famosissimo in tutto il mondo, laddove la Chiesa ha inserito la festa di Ognissanti.

Del resto ogni religione e credo dev’essere tollerato e benaccetto, senza dar sfogo ad estremismi e fanatismo religioso. Ognuno ha il diritto di credere al proprio Dio, o di non credere, senza che ci sia qualcuno che imponga le sue credenze e le sue tradizioni. Libertà prima di tutto.

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★ Testi originali di Video&Magie ©, data 20 dicembre 2017

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