Il bagnetto di Nala, la baby scimmietta più tenera di un bimbo

Nala è un Cebo cappuccino, ed è un tipo di scimmia di piccole dimensioni che viene frequentemente acquistato come animale domestico, non tanto come un gatto quanto piuttosto come un rettile, dato che si tratta di una specie “selvatica” che, per principio, dovrebbe stare nel suo habitat.

La donna che la sta curando, infatti, sostiene fermamente che non è un cucciolo da tenere in casa, è un animale che deve stare a contatto con i suoi simili e soprattutto nel suo ambiente naturale, senza essere trattato come un peluche. In particolare, questa specie viene chiamata “scimmia bambino” ed è una cosa vergognosa, in quanto viene privata della sua identità e molto spesso trattata come un oggetto, come un orsacchiotto o giù di lì.

Tuttavia, ci sono persone come lei che devono prendersene cura, se alcuni esemplari si perdono per le foreste o sono vittime dei bracconieri, laddove possono rimanere orfani e dunque senza alcuna possibilità di sopravvivere senza la protezione della madre. In questo rifugio sono stati adottati molti animali scampati alla speculazione umana, e vengono trattati con il massimo riguardo ed amorevolissima cura, proprio come se fossero dei bambini.

In genere, quando adottiamo un animale diventa nostro figlio, o comunque parte della famiglia, quindi facciamo di tutto per trattarlo come tale, con la medesima dedizione e lo stesso impegno che impiegheremmo per un bimbo. In fondo, rimangono bimbi sempre, anche da adulti, perché hanno quella caratteristica di innocenza eterna, anche in età adulta, forse perché non possono comunicare direttamente con noi, non possono chiedere aiuto o dire come stanno, e pertanto restano grossomodo indifesi a qualunque età. Sta a noi proteggerli e farli sentire sempre al sicuro, soprattutto perché si affidano a noi completamente, una volta che imparano ad amarci.

Il lato negativo è che diventano dipendenti da noi, visto che vivono questo disorientamento di base, non avendo caratteristiche domestiche nel loro DNA e dunque si sentono confusi. La cosa migliore infatti è di restituirli al loro habitat, quando possibile, rieducandoli alla vita selvatica.

★ Testi originali di Video&Magie ©, data 12 luglio 2016

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