Esiste ancora il Megalodonte? Immagini subacquee che rinvigoriscono il dubbio sulla sua estinzione

Il megalodonte è uno squalo gigantesco, a dir poco fuori dalla norma, che viveva nell’era preistorica e che ufficialmente risulta estinto. Recenti ritrovamenti e documenti video, tuttavia, dimostrano il contrario, perciò man mano sta prendendo piede la teoria che sia sopravvissuto all’estinzione, l’unico tra i dinosauri marini che si estinsero 65 milioni di anni fa.

In effetti, non sarebbe una teoria tanto azzardata, perché a parte i ritrovamenti che in definitiva non si possono confutare, sappiamo che lo squalo, come specie marina, ha un talento di sopravvivenza incredibile, infatti anche il comune squalo, che oggi ritroviamo nei nostri oceani, sarebbe dovuto essere estinto tanto tempo fa. È uno dei pochissimi animali che è riuscito a sopravvivere durante le varie ere, insieme alla tartaruga e al coccodrillo, subendo ovviamente una determinata evoluzione per adattarsi all’evoluzione della vita stessa e del nostro pianeta.

Tra i ritrovamenti sensazionali abbiamo dei denti enormi, quasi dieci volte più grandi di quelli di uno squalo di taglia media (in pratica un dente copre due mani umane), quindi è scontato che appartengano ad una razza di squalo gigante. Uno squalo di quelle dimensioni potrebbe essere lo squalo balena, ma non è così grande da giustificare una simile dentatura. Peraltro non si parla di ritrovamenti fossili veri e propri, ovvero incastonati con pietre o rocce e quindi risalenti all’epoca preistorica, bensì sono resti liberi che testimoniano l’appartenenza a specie recenti, o comunque non vissute milioni di anni fa.

Tra i documenti video ci sono dei filmati davvero inquietanti. In un documentario trasmesso pochi anni fa su Discovery Channel, venne ripreso, durante una notte più buia un essere mastodontico che attaccò una balena, risucchiandola praticamente da sotto la superficie. E se il predatore non era un’orca, probabilmente era qualcosa di ancora più grande, come confermano gli scienziati che effettuarono le riprese, in questa loro missione sulle tracce proprio del megalodonte.

L’unico strumento per identificare una creatura sott’acqua, ad una certa profondità è il sonar, ma comunque non rivela i dettagli della fisionomia, mentre le telecamere subacquee, piazzate sui fondali oceanici, possono essere rivelatrici di grandi verità sconosciute, sulla realtà dei nostri mari. Sistemate in prossimità del fondo degli oceani, riprendono tutto e con estrema tranquillità, dato che le creature marine non ci fanno caso, di conseguenza si avvicinano senza troppo riservarsi. Non sentono la presenza viva, non la vedono, pertanto si muovono senza nessun tipo di preoccupazione.

L’unico neo di queste riprese è che non sono ad ampio schermo, il che in un certo modo confermerebbe la misura eccezionale dell’animale, però in base agli oggetti circostanti si può trarne un paragone, regolandosi sulle proporzioni. La cosa certa è che non è uno squalo comune, e se è uno squalo balena è decisamente un bel po’ cresciuto.

La motivazione per cui non è stato mai direttamente avvistato, secondo vari studi specifici, è che l’animale vive nelle profondità degli abissi e sale in superficie solo per nutrirsi, seguendo anche le migrazioni delle balene, il suo pasto preferito. D’altronde, gli abissi sono per noi ancora un mondo sconosciuto, quindi non sappiamo con certezza quante e quali siano le specie che li popolano, alcune di sicuro gigantesche e spaventose. Ma nel caso del megalodonte è un dubbio secolare come quello sull’esistenza delle Sirene, e che probabilmente attende di essere delucidato.

★ Testi originali di Video&Magie ©, data 5 novembre 2016

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