Il mistero di Azzurrina, il fantasma più famoso d’Italia

Guendalina era una bambina albina, a quell’epoca considerata una peculiarità magica o perfino diabolica, infatti il padre la teneva segregata nel castello per proteggerla e la madre le tingeva i capelli con pigmenti vegetali, i quali però prendevano riflessi azzurri, in quanto il colore bianco dell’albinismo difficilmente trattiene una colorazione innaturale. È per questo motivo che, insieme al chiarissimo azzurro dei suoi occhi, la bimba venne soprannominata Azzurrina.

Sono innumerevoli le storie di fantasmi che circolano in Italia, ma la storia più famosa è sicuramente quella di Guendalina (o Adelina), meglio nota appunto, come Azzurrina, che abitava a Montebello, in un castello in provincia di Rimini. La storia risale al 21 giugno del 1375, nel giorno del Solstizio d’Estate, una storia che in quel luogo viene tramandata da secoli, pertanto è possibile che, di voce in voce, di orecchio in orecchio abbia subito variazioni, se non vere e proprie trasformazioni.

Il primo documento scritto risale al 1620, ed è ad opera di un parroco che raccontava fatti di cronaca avvenuti in quella zona, quindi sono ben tre, i secoli in cui la storia è vagata libera tra gli abitanti del luogo, tra persone di passaggio che hanno riportato quella storia con loro, forse arricchendola per darle più effetto. Ad ogni modo, la leggenda dice che la bimba scomparve improvvisamente all’età di 5 anni, non lasciò nessuna traccia, e che allo scadere di ogni lustro (5 anni), durante il Solstizio ed anniversario della sua scomparsa, piange e si lamenta dalle profondità del castello.

Secondo la storia più accreditata, la bambina stava giocando con una palla di stracci che perse di mano scivolando verso la ghiacciaia che si trovava nei sotterranei. La bimba seguì la palla e non fece più ritorno. Le due guardie assoldate per tenerla sempre d’occhio, udendo un urlo, come se la bimba fosse caduta dalle scale, andarono a cercarla lungo la scalinata ma non ritrovarono né lei né il suo cadavere. Che invece fosse stata rapita come ostaggio da un prigioniero evaso dalle segrete del castello proprio in quell’occasione?

Comunque, la particolarità che sconcerta è che in quel frangente stava imperversando un furioso temporale, e che al momento della sua scomparsa il temporale cessò di colpo. Che sia una coincidenza, ma per certi versi è da considerarsi abbastanza raccapricciante, anche perché sembra che proprio durante i temporali Azzurrina faccia sentire maggiormente la sua voce.

Nei documenti video che si moltiplicano via via sul Web e nelle trasmissioni televisive, sono mostrate foto di apparizioni che ritraggono una bambina con abiti tipicamente trecenteschi, e sono anche incluse registrazioni effettuate da esperti, o esperimenti effettuati dai cosiddetti cacciatori di fantasmi. Strani suoni sono quelli che provengono dai sotterranei del castello, simili al pianto di una bimba, dei lamenti e dei singhiozzi, addirittura c’è chi dice di aver sentito la palla rimbalzare, e la bambina chiamare “mamma”.

I più scettici, sostengono che si tratta di una manovra pubblicitaria per promuovere turisticamente il castello, e che sia puramente il sibilare del vento che si fa spazio tra i cunicoli del castello. Ma, possibile che il vento sia così puntuale, sibilando inquietante sempre in quella occasione? Saranno forse leggende, ma i documenti a nostra disposizione riescono a dare un tocco di verità a questa storia, facendola sembrare decisamente reale.

★ Testi originali di Video&Magie ©, data 19 febbraio 2017

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