Come svezzare un gattino senza mamma gatta ed insegnargli a camminare nel mondo

Purtroppo, capita spesso di ritrovare un gattino non ancora capace di nutrirsi autonomamente, che è stato crudelmente abbandonato. Oppure può succedere di avere una gatta che non riesce ad allattare i suoi cuccioli per il numero eccessivo, o perché affetta da qualche disturbo come la mastite, che appunto non permette ai gattini di prendere il latte direttamente dalle mammelle della madre.

Nessun problema, però, perché possiamo aiutarla noi: fare da mamma ad un gattino orfano di poche settimane non è impossibile, occorre solo un poco di pazienza e tanto tanto amore. Certo sarebbe meglio che fosse nutrito dalla mamma, per i nutrienti e gli anticorpi portati dal latte materno, però in casi estremi si può ricorrere ad un nutrimento alternativo, non sarà la stessa cosa ma permetterà al cucciolo di sopravvivere.

Durante le settimane in cui il gattino non è ancora indipendente e dunque non può nutrirsi, non è così difficile prendersene cura, sarà sufficiente procurarsi del latte in polvere per bambini, facilmente reperibile in farmacia, ed un contagocce. Si può utilizzare anche una siringa senza l’ago, per una soluzione veloce, tuttavia al giorno d’oggi i negozi di animali sono riforniti di biberon e di latte in polvere proprio per gattini. Va bene anche quello liquido, l’importante è che sia per bambini e non assolutamente latte vaccino, in quanto i cuccioli non lo digeriscono e provoca dissenteria (anche il latte da frigo non va bene).

Per essere un po’ informati sulla vita di un gattino, sappiate che fino ad un mese beve soltanto il latte della mamma, senza poter assumere null’altro, anche perché ovviamente non ha ancora i denti. Compiuto il primo mese comincia a mangiare dalla sua boccuccia: cibo umido (meglio in mousse o paté), in quanto è troppo presto per le crocchette, non può masticarle e corre il rischio di strozzarsi. 

Contemporaneamente continua a prendere il latte, fino all’età di circa 2 mesi, quando avviene lo svezzamento per intero. Si dice che l’età giusta sia di 80 giorni, poiché dopo tale lasso di tempo il latte materno sarà praticamente acqua, e inoltre andrebbe in conflitto con il vaccino, tra gli anticorpi forniti da quest’ultimo e quelli del latte materno. Il vaccino dev’essere fatto assolutamente (intorno ai 2 mesi), perché qualsiasi malattia sfocia in rinotracheite, che sarebbe per noi un comune raffreddore, ma che invece per un gatto può diventare letale.

Verso i 15/20 giorni di vita il cucciolo inizierà ad aprire gli occhi e quindi a vedere le prime immagini del fantastico mondo che lo circonda, e di conseguenza comincerà ad esplorarlo, muovendo coscientemente i suoi primi passi. Se non c’è la mamma, sostenete il gattino in queste fasi cruciali, stategli sempre vicino ma lasciatelo fare, così che diventerà indipendente il prima possibile.

Naturalmente lasciatelo libero solo quando siete presenti, nel resto del tempo è meglio che stia in un posto riparato e sicuro, senza possibilità di incontrare pericoli, in quanto è totalmente indifeso. Vedrete che sarà un’emozione unica, soprattutto quando i cuccioli scivolano con le zampette sul pavimento sono veramente buffi ma molto teneri. E inoltre si instaurerà tra voi un rapporto davvero speciale, non tra uomo e animale bensì tra compagni di vita.

Quando il gattino comincia a mangiare solido, preparate una cassettina con un po’ di lettiera (ad 1 mese quindi): per istinto ci andrà subito, mentre nel periodo precedente, in cui prende solo il latte, quando fa i bisognini è la mamma che lo lecca e dunque lo ripulisce. Perciò toccherà a voi, di strofinarlo ed asciugarlo con un panno morbido prima leggermente inumidito e poi asciutto, per ripulirlo delle sue microscopiche pipì. Cambiate spesso la copertina della cuccetta, ovviamente, perché se la farà addosso, questo tenero e dolcissimo bimbo magico…

★ Testi originali di Video&Magie ©, data 18 febbraio 2017

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