Il piccolo panda che incontrò la sua mamma per la prima volta

Zoo di Taipei, in Cina, questo piccolo panda era stato privato della sua mamma alla nascita, giacché si era fatto male ad una zampetta e fu necessario curarlo, inserendolo in un’incubatrice per le sue prime settimane di vita. Sembra un’atrocità, privare un cucciolo così piccolo del calore e dell’affetto della madre, però in alcuni casi è indispensabile, poiché questa razza di panda gigante mette al mondo creature piccolissime, quindi è molto facile che una mamma di quella stazza possa arrivare a non dosare la forza, nelle sue coccole al figlioletto.

Quando era appena nato, infatti, la mamma lo aveva afferrato in maniera abbastanza veemente per leccarlo, così da procurargli quella lesione alla zampa. La separazione è stata inevitabile e Yuan Yuan, questa triste mammina è rimasta sola per settimane, in attesa di poter riabbracciare il suo cucciolo.

Quello che vediamo è il primo incontro tra i due, dopo quelle settimane, che è stato messo in atto per verificare se il panda riconoscesse il cucciolo e potesse dunque essere una buona madre per lui, e fortunatamente si sono riconosciuti entrambi, potendosi così ben presto riunire. Alla fine sono tornati insieme, e il piccolo Yuan Zai è cresciuto forte e sano insieme alla sua mamma.

Questo incontro è stato davvero emozionante, ed è incredibile come al solo guardarsi si siano riconosciuti, il piccolino che era come se urlasse: «Mamma, mamma!», e Yuan Yuan che gli rispondeva, come per rassicurarlo, per dirgli che gli voleva bene e che non vedeva l’ora di poterlo riabbracciare. Il cuccioletto è stato poi di nuovo separato, visto che questa era stata una prova per verificare che il legame tra i due non fosse spezzato, dato che poteva anche accadere che la mamma non riconoscesse il cucciolo, o peggio ancora che lo rifiutasse, essendole stato strappato da piccolo ed avendo su di sé troppo l’impronta umana.

Capita sovente, purtroppo, che se vengono prelevati dall’uomo si verifichi un rifiuto dell’animale, come se non ne riconoscesse l’odore, come se non lo sentisse più suo e dunque il piccolo è costretto a crescere da solo, o quantomeno insieme all’uomo stesso che lo ha tolto alla madre. Sono fatti che ci fanno un po’ dispiacere, ma bisogna notare che se non ci fosse l’uomo, a volte, che interviene, è possibile che alcuni cuccioli non sopravvivano, non ricevendo le cure necessarie per assicurare una giusta guarigione ed una vita lunga nel tempo.

La dedizione e l’impegno di queste persone è pertanto oro colato, perché consentono alla specie di sopravvivere, di riprodursi correttamente, anche se questi esemplari sono costretti in gabbie e non hanno la libertà di vivere nel loro ambiente naturale. Anche gli zoo non sono ben visti da tutti, dando origine a forti atti di protesta, però bisogna anche scindere le cose, in base alle situazioni. Non per fare due pesi e due misure, ma se ci sono degli zoo che non rispettano la vita dell’animale, ce ne sono molti altri che invece nascono appunto per questo, per preservarli, curarli e scongiurare il rischio dell’estinzione.

In definitiva, quindi, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio perché talvolta sono condizioni che non possiedono alternative, e comunque dipende molto dalle persone che gestiscono e lavorano in queste istituzioni. Qui si vede nettamente che hanno a cuore la vita degli animali, e non di certo vogliono sfruttarli per qualche soldo in più da mettersi in tasca.

★ Testi originali di Video&Magie ©, data 6 dicembre 2015

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