Il Rituale della Magia dell’Acqua ★ Ottieni ciò che vuoi con un bicchiere d’acqua

L’Acqua è fluido magico, è il fluido della Vita. Quindi viene da sé che è anche conduttore primo della Magia in generale, così come il Fuoco, elemento magico e purificatore per eccellenza. In genere, ad ogni modo, tutti i Quattro Elementi hanno proprietà magiche, proprio perché dalla loro fusione si genera la Vita. La magia dell’Acqua è molto potente, poiché andiamo a richiamare il suo potere primordiale.

Con questa magia si può chiedere di tutto, qualsiasi cosa che si desideri, ma badate bene che non è né Magia Nera né Magia in senso stretto, quindi non si tratta di incantesimi, formule magiche o quant’altro che riguardi Stregoneria od ancor meno riti satanici, affatto. Con questo rituale, totalmente positivo ed innocuo, andiamo semplicemente ad usare il nostro potere, la nostra energia e quella dell’Acqua: unendo la nostra energia, potenziata con quella dell’Acqua, possiamo materializzare il nostro pensiero, che però dev’essere positivo e costruttivo, e dev’essere correttamente indirizzato dove esattamente vogliamo.

Per ribadire il concetto, secondo la Quantistica noi siamo dotati di un particolare potere, che potremmo benissimo accomunare ai comuni poteri magici degli Esseri Fatati, è il Fattore Q (Quantum), con cui eseguiamo magie continuamente, senza che noi ce ne accorgiamo. Tale “potere” è strettamente correlato alla Legge dell’Attrazione, e si riferisce alla potenza del pensiero, che crea la realtà intorno a sé, in maniera consapevole o inconsapevole.

Questo rituale è stato tratto dal libro di Vadim Zeland, “Transurfing Vivo. Oltre i confini della Matrix”, un interessante manuale che aiuta a connettere il pensiero alla materia, così da far diventare reale quello che si desidera. Semplicemente, lui suggerisce questa potente tecnica che si avvale dell’uso di un foglietto, un bicchiere d’acqua e il nostro pensiero, e garantisce che funziona molto bene.

L’acqua da usare non è quella del rubinetto né ancor meno quella delle bottiglie, perché nel viaggio fino a noi ha avuto il tempo di assorbire migliaia di informazioni, alcune delle quali possono essere dannose, per il bagaglio emozionale che si porta dietro, passando di mano in mano. L’acqua migliore è quella di sorgente, quella che circola continuamente e non “ristagna” mai (anche la semplice fontanella di un parco va bene, purché sia potabile). Per il foglietto invece non ha importanza ma, se nel rituale sembrerà superfluo, è invece importantissimo perché rappresenta una forza supplementare per fissare il pensiero, ma specialmente perché imprime il pensiero nell’acqua, caricandola dell’informazione.

Nell’esempio fornito da Zeland, viene trascritta sul foglietto l’intenzione di trovare l’Anima Gemella, ma ovviamente non si circoscrive solamente a quello. Si può spaziare dall’amore al denaro, la vita privata, la famiglia e la salute, il lavoro, anche piccole cose, anzi forse è meglio cominciare con queste, così da fare inizialmente pratica ed essere più disinvolti e precisi nelle cose più importanti.

In pochi semplici passi, così bisogna procedere: prendiamo un bicchiere d’acqua ed un foglio di carta su cui scriveremo il nostro “pensiero-forma”, e in seguito posiamo il foglio sul bicchiere. Sfregandoci i palmi delle mani accumuliamo energia e teniamola tra le mani come se fosse un palloncino invisibile, immaginando che tra di esse ci sia proprio la nostra energia. A quel punto trasferiamo le mani intorno al bicchiere senza toccarlo, in modo da imprimerlo della nostra energia, e pronunciamo ad alta voce (anche mentalmente ma è meno incisivo per chi ha problemi di concentrazione, di affollamento di pensieri depistanti), la forma-pensiero che abbiamo trascritto sul foglio, con convinzione e consapevolezza.

Fatto ciò, beviamo l’acqua e ripetiamo il rituale la mattina, appena svegli, e la sera prima di andare a coricarsi. Questo fino a quando non vedremo le cose cambiare ma, come afferma lo stesso Zeland, “rimarrai stupito di quanto velocemente reagirà la realtà”. Da prendere bene nota, però, è che il pensiero-forma non dev’essere presentato come desiderio o augurio, bensì come realtà già realizzata, quindi dev’essere affermativo e soprattutto costruttivo, semplice, concreto, e riportante chiaramente l’obbiettivo.

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★ Testi originali di Video&Magie ©, data 16 settembre 2016

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05:15
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1 commento
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  1. larisa / 15 aprile 2017

    e molto utille ,

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