Ostara, il Giorno della Dea ★ Equinozio di Primavera

Astronomicamente la Primavera non cade mai nello stesso giorno, varia ogni anno e ciò dipende dalle stelle e dalla posizione della Terra rispetto al Sole, ovvero dal Calendario Astronomico. Nel 2016 e 2017 infatti, è entrata il 20 marzo e non il 21. Meteorologicamente, invece, può iniziare ancora prima, e in genere la Primavera Meteorologica viene compresa tra il 1° marzo e il 31 maggio, quindi anche l’inizio dell’Estate non coincide con il Solstizio, che cade intorno al 20/21 giugno, sempre in base al Calendario Astronomico.

Nel giorno dell’Equinozio di Primavera il Sole si trova allo zenit dell’Equatore, e la notte è uguale al giorno come avviene nel primo giorno d’Autunno (Equinozio d’Autunno). Da quel momento, le giornate cominciano ad allungarsi, a prendere il sopravvento sulle ore di buio, fino ad arrivare al Solstizio d’Estate in cui ci sarà il giorno più lungo dell’anno.

L’Equinozio di Primavera è il giorno della Dea, la Madre Terra, indica il risveglio della Natura, la sua rinascita, e rientra in uno dei principali Sabbat in cui si celebrano il Dio e la Dea, nelle rotazioni e cicli della Natura. Ostara (Oestara) è la Luce della Terra, è il mattino del mondo, ed è una festa che viene celebrata sempre il 21 marzo, indipendentemente dalla Primavera Astronomica.

Simbolo di Ostara è l’arcobaleno, e non si celebra soltanto la rinascita della Natura bensì anche quella della vita, dato che in questo giorno la giovane Dea Terra si accoppia con il Dio Sole: è simbolo dell’unione cosmica tra maschile e femminile, dove le forze Yin e Yang sono bilanciate. Presso i Celti ed anche le antiche Streghe si accendevano falò all’alba, e si danzava in cerchio rituale per inneggiare alla forza guaritrice del Sole e al nuovo sbocciare della Terra.

Il termine Ostara deriva dal latino, era il nome della Dea della Primavera (Eostre) e si riallaccia ad una leggenda, quella che narra di un coniglietto che le voleva così tanto bene che lasciava ovunque uova in suo onore, decorandole con i colori dell’arcobaleno. Quando l’animaletto si presentò al suo cospetto con questi doni, la Dea ne fu talmente felice e intenerita che volle condividerli con gli Umani, e lo commissionò di andare in giro per il mondo a distribuire uova colorate.

Simbolo della rinascita, il tuorlo rappresenta l’oro del Sole, l’albume è la Dea bianca ancora illibata mentre il coniglio simbolizza la fertilità. L’uovo rappresenta il grembo fertile della Madre, ed è per questo che ancora esiste l’usanza di colorare le uova, una tradizione che è stata ripresa dalla religione cristiana per la celebrazione della Pasqua, come l’agnello, che nelle religioni pagane rappresentava rinascita e resurrezione. Infatti, ispirandosi alle festività pagane la Pasqua cade la prima domenica successiva all’avvento della prima Luna piena dopo l’Equinozio.

Oltre alle tradizioni celtiche di Ostara esiste anche un mito greco, il quale è abbastanza simile alla figura della Dea che ascende dagli Inferi per tornare sulla Terra. Si tratta, in questo caso, di Persefone, figlia di Zeus e Demetra, che fu rapita dal fratello del Re dell’Olimpo, Ade, il quale la portò con sé nel Tartaro (Inferno). Da allora, Persefone trascorreva 6 mesi negli Inferi, durante Autunno ed Inverno, e gli altri 6 accanto alla madre Demetra, dalla Primavera fino alla fine dell’Estate: la Natura che esplodeva in Primavera era dovuta all’incommensurabile gioia di Demetra, per avere di nuovo la figlia con sé. 

★ Testi originali di Video&Magie ©, data 20 marzo 2017

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